PRISMA News
ottobre 2006

 
 
      

       

 
    Spagnolo: una sola lingua?
     
       
       
       
       
       
       
             
     

Il castigliano, più comunemente definito spagnolo, è parlato da più di 400 milioni di persone nel mondo. Si tratta della terza lingua più diffusa dopo il cinese mandarino e l’inglese. E’ la lingua ufficiale di più di 20 paesi (Spagna, Messico, Argentina, Bolivia, Colombia, Cile, Perù, Venezuela, Cuba, per citarne solo alcuni), oltre ad essere una delle lingue ufficiali dell’ONU, dell’Unione Europea e dell’Unione Africana.
Inoltre, è l’idioma più studiato nei paesi non ispanici dell’America e dell’Europa.

Distribuzione della popolazione ispanofona nel mondo
Lo spagnolo è lingua ufficiale di Stato.
Lo spagnolo è la seconda lingua più parlata, anche se non è lingua ufficiale di Stato (da un minimo del 30% a più del 50% della popolazione). Inclusi Belize e Sahara Occidentale.
Lo spagnolo è parlato da un minimo del 10% ad un massimo del 30% della popolazione. Inclusi gli Stati Uniti.

Appartiene al gruppo delle lingue romanze, nata dal latino deformato dagli Iberi.
Dal XVI secolo, grazie all’espansione dell’impero spagnolo, il castigliano si è diffuso in tutta l’America centrale e meridionale, ad eccezione di Brasile, Guyana e Suriname. A seguito dell’immigrazione messicana, cubana e portoricana negli Stati Uniti, lo spagnolo è diventato la seconda lingua più diffusa anche in quella nazione.
Nonostante sia parlato in zone molto distanti fra loro, l’ortografia e le norme linguistiche sono sostanzialmente uniformi. Tale relativa omogeneità è assicurata dalla collaborazione fra le diverse Accademie della Lingua Spagnola presenti in molti paesi (la più antica e prestigiosa è la Reale Accademia Spagnola di Madrid).
Le differenze più importanti si riscontrano nell’intonazione e nella pronuncia (ad esempio l’assenza, nello spagnolo latino-americano (ispanoamericano), di quei suoni fricativi tipici dello spagnolo europeo), ma anche nell’utilizzo, da parte dei sudamericani, di alcune forme tradizionali arcaiche, non più usate nella penisola iberica.
La massiccia immigrazione verso il Sud America di persone provenienti prevalentemente dai paesi europei ha contribuito a differenziare ulteriormente lo spagnolo latino-americano, che ha così acquisito termini ed espressioni della lingua di provenienza degli immigrati. Tipico è il caso dell’Argentina: meta, dai primi anni dell’800 fino alla metà del ‘900, di un’imponente immigrazione proveniente dal nostro Paese: lo spagnolo parlato qui è stato fortemente influenzato dalla lingua italiana.
L’importanza e la diffusione sempre crescente dello spagnolo negli ultimi anni è dovuta a varie ragioni: l’alto tasso di natalità di molti paesi in cui è parlato, lo sviluppo economico di questi stati e la crescita della comunità ispanofona negli Stati Uniti.
Si può, quindi, facilmente prevedere che lo spagnolo, già oggi la seconda lingua più utilizzata nella comunicazione internazionale dopo l’inglese, nei prossimi anni acquisirà un rilievo sempre crescente sui mercati internazionali.



     
         
     

   
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