PRISMA News
novembre 2007

 
 
      

       

 
   LE LINGUE SCANDINAVE: SVEDESE, DANESE, NORVEGESE E ISLANDESE
     
       
       
       
       
       
       
             
     

Le lingue scandinave (svedese, danese, norvegese ed islandese) derivano tutte dal norreno (od antico nordico), la lingua parlata dai vichinghi. Le lingue scandinave fanno parte della famiglia delle lingue germaniche settentrionali, suddivise, a loro volta, nei sottogruppi occidentale (islandese, norvegese, feroese) e orientale (danese e svedese).
I finlandesi, nonostante appartengano alla stessa area geografica, parlano una lingua totalmente diversa: il finlandese, infatti, appartiene al ceppo ugro-finnico, come l’ungherese, l’estone e le lingue sami; ne parleremo, quindi, in altra occasione.

L’islandese è la lingua scandinava che ha avuto meno influenze esterne, conserva ancora molti arcaismi sia nella pronuncia che nella grammatica ed è molto simile all’idioma parlato nel Medioevo.

Danese, svedese e norvegese sono lingue molto simili fra loro, tanto che danesi, svedesi e norvegesi possono tranquillamente parlare le loro lingue nazionali, capendosi senza troppi problemi.
Proprio questa intercomprensibilità fra le lingue ha spinto gli stati scandinavi a promulgare, nel 1996, una legge che assicura a tutti gli abitanti dell’area la possibilità di interagire, ognuno nella propria lingua, con la pubblica amministrazione, anche negli altri paesi, e di redigere atti formali nella loro lingua madre in tutti i paesi scandinavi.

Tuttavia, un discorso a sé merita il norvegese. La Norvegia è stata, infatti, per molto tempo sotto sia la dominazione svedese che quella danese; ciò ha fatto sì che al suo interno si sviluppassero una miriade di dialetti, anche molto diversi fra di loro. Tutto ciò ha portato alla creazione di due lingue scritte ufficiali: il Bokmal (lingua del libro), usato da circa l’85% della popolazione e basato sul danese scritto ed il Nynorsk (nuovo norvegese), usato dal 15% della popolazione e creato dal linguista Ivar Aasen, alla metà dell’800, dall’unione di molti dialetti norvegesi. Un modo di dire divertente per definire la lingua norvegese è: “il norvegese è danese parlato in svedese”, proprio perché il norvegese somiglia più al danese per lessico, ma maggiormente allo svedese per fonologia.

L’inglese è molto diffuso nei paesi scandinavi: si può dire sia una reale seconda lingua. Un’azienda, però, che voglia aprirsi a quel mercato dovrebbe disporre del materiale pubblicitario, commerciale e tecnico tradotto nelle lingue del luogo. Tutto questo è indispensabile per raggiungere il maggior numero possibile di potenziali clienti e, non da ultimo, avere un vantaggio competitivo sulla concorrenza.

     
         
     

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