Questa
è la frase che dicono spesso i tedeschi per consolare i
neofiti che si avvicinano allo studio della loro lingua. Ma la
lingua tedesca è parlata solo in Germania, Austria e Svizzera,
come comunemente si pensa, od anche in altri paesi? E quali sono
le sue origini?
Il tedesco
appartiene al gruppo nederlandese-germanico del ramo occidentale
delle lingue germaniche, a sua volta derivante dalla famiglia
delle lingue indoeuropee.
Fra le lingue germaniche è la più diffusa nel mondo
dopo l'inglese.
Lingua ufficiale in Germania, Austria, Lussemburgo, Belgio, Svizzera
(Paese nel quale si parla la variante dello svizzero tedesco)
ed in Liechtenstein; è, come sappiamo, parlato in Alto
Adige, dove gode di uno status di sostanziale coufficialità
con l'italiano.
Inoltre è correntemente parlato in alcune zone di Romania,
Polonia, Alsazia, Lorena (Francia) e degli Stati Uniti (stati
di New York, Pennsylvania e Ohio).
Con 112 milioni di parlanti (distribuiti in 38 nazioni diverse),
si tratta di una lingua pluricentrica come l'Inglese, le cui “isole
linguistiche” sono presenti in tutti i continenti.
 |
|
minoranze
tedesche |
|
seconda
lingua o lingua non ufficiale |
|
madrelingua |
Il tedesco
è una delle lingue germaniche moderne con la grammatica
più complessa, a causa della presenza dei casi e della
conseguente declinazione dei sostantivi e degli aggettivi. La
pronuncia è relativamente semplice perché, come
l'italiano, presenta poche differenze tra "lo scritto"
ed "il parlato". Caratteristici sono i suoni "raddolciti"
con l'Umlaut (dieresi) di alcune vocali: o, a ed u che diventano
ö (pron. simile alla “o” lombarda), ä (pron.
“e” aperta) ed ü (pron. simile alla “u”
lombarda). Chi si accinge allo studio della lingua tedesca rimane
subito sorpreso dalla sua precisione. Ad esempio, mettere un libro
su uno scaffale si dice “hinstellen”, metterlo su
un tavolo si dice “hinlegen”. In italiano, ma anche
in inglese, francese e spagnolo, non esistono due parole differenti
per indicare questo tipo di azione, perché non si sente
la necessità di un’ulteriore specificazione. Questo
è solo un esempio, ma se ne potrebbero fare molti altri
del tutto analoghi. Il tedesco, quindi, possiede un vocabolario
molto vasto, dove ogni parola indica un’azione od una situazione
specifica.
Se questa particolare complessità della lingua è
già largamente presente nelle conversazioni quotidiane
e nei testi scritti più comuni, si può facilmente
immaginare quale livello di conoscenza della lingua debba avere
chi si accinge a tradurre testi di ben altra complessità
e delicatezza.
|