PRISMA News
aprile 2007

 
 
      

       

 
    LA CINA:
        OPPORTUNITA' O MINACCIA?
     
       
       
       
       
       
       
             
     

La Cina nel 2050 diventerà la più grande potenza economica al mondo sorpassando gli Stati Uniti (Financial Times). Questo fatto aiuta a comprendere quale importanza rivestirà il “Paese di Mezzo” per l’economia globale, ma gli effetti sono già sotto i nostri occhi da tempo.
La Cina cresce ad un tasso medio annuale del 9,5% dal 1978, anno in cui è iniziata una progressiva apertura verso l’esterno, e contribuisce da sola ad 1/3 della crescita mondiale (Fondo Monetario Internazionale, 2004).

Il paese, che si sta trasformando in un immenso opificio mondiale, ha necessità di importare materie prime (indispensabili per sviluppare energia) e tecnologia. Giappone e Stati Uniti sono i due principali partner commerciali della Cina. Tra gli stati membri della UE, solo la Germania detiene una posizione rilevante.

Per quel che riguarda il nostro paese, i rapporti economici con la Cina sono considerati soddisfacenti dal punto di vista dell’interscambio commerciale (l’Italia ad oggi è il ventesimo paese fornitore della RPC), ma insufficienti sul versante degli investimenti. L’export italiano verso la Cina è tradizionalmente caratterizzato dalla meccanica strumentale.
La necessità, da parte cinese, di una veloce industrializzazione ha privilegiato, però, la costituzione di Joint Venture con aziende multinazionali, ormai diventate il referente quasi esclusivo per la Cina. Tale approccio ha indubbiamente penalizzato le nostre aziende a causa delle loro ridotte dimensioni.
Un aspetto che le aziende italiane dovrebbero valutare attentamente è la difficoltà di compensare l’esiguità degli investimenti con l’ampiezza dell’export. Un flusso ridotto di investimenti nel lungo periodo avrà peraltro effetti deprimenti anche sul versante commerciale.

Un altro fattore molto importante da tenere in considerazione è quello linguistico.
In Cina la popolazione utilizza una notevole quantità di dialetti, che variano non solo da nord a sud, ma anche da città a città. Per questo motivo dal 1956 il governo cinese ha promosso la diffusione di una lingua comune nazionale (putonghua: lingua comune), il cinese mandarino.
La lingua, basata sul lessico dialettale dell’area di Pechino (Beijing), permette ai cinesi di capirsi indipendentemente dalla loro regione di origine, ed è molto utilizzata nei mezzi di comunicazione di massa, negli atti ufficiali, legali e nell’insegnamento.
L’inglese è ancora poco diffuso: per questo motivo, le aziende che vogliono operare in Cina, non possono prescindere dall’avere ottime traduzioni in cinese della loro documentazione (commerciale, tecnica, legale) e del loro sito web.

La lingua scritta utilizzata nella RPC è il “cinese semplificato”, mentre ad Hong Kong, Macao, Taiwan ed in molte comunità cinesi all’estero vengono usati gli ideogrammi del “cinese tradizionale”. Tuttavia, per evidenti ragioni economiche e culturali, il “cinese semplificato” sta conoscendo una sempre più ampia diffusione.

L’ideale è affidarsi a società di traduzione che utilizzano traduttori madrelingua nel loro paese d’origine, gli unici in grado di cogliere tutte le sfumature della lingua.

 Valore totale importazioni
6.934
% totale
100
Var. %
05/04 7.7
Macchinari ed apparecchi meccanici
2.916
42.05
-1.26
Macchinari elettrici e relative parti. Registratori e riproduttori di suono e di immagine e relative parti ed accessori
0.792
11.42
-.5
Cuoio e pelli (escluse pellicce)
0.391
5.64
10.49
Ferro ed acciaio
0.359
5.17
47.6
Prodotti di ferro o di acciaio
0.255
3.68
95.86
Strumenti, parti ed accessori di ottica, fotografia cinematografia, misura, controllo medicina e chirurgia
0.236
3.41
7.19
Plastica e articoli di plastica
0.218
3.15
28.69
Tessuti di lana e fibre animali
0.171
2.47
11.87
Prodotti farmaceutici
0.141
2.03
29.05
Chimica organica
0.122
1.77
-29.02
Prodotti chimici vari
0.103
1.5
16.5
Rame ed articoli di rame
0.09
1.3
25.55
Altro
1.14
16.41
/
Composizione merceologica dei principali prodotti importati in Cina dall'Italia nel 2005 (dati in mld di dollari)
Fonte: Elaborazione dati su World Trade Atlas - China Edition 2004, 2005.
Informazioni economiche tratte da: R.Orlandi - G. Prodi, A volte producono. Le imprese italiane in Cina, Il Mulino, 2006


     
         
     

   
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